Psiche istruzioni per l’uso

Psiche. Istruzioni per l'usoAmedeo Caruso, Lithos, Roma, 2012

Questo agile manuale ha una semplice pretesa: quella di certificare al meglio le enormi e attualissime possibilità terapeutiche e culturali della psicoanalisi. La compagnia di Psiche diventa, per tutti i Ricercatori dell’Inconscio e dell’Anima, un vero Genio della Lampada di Aladino, che consente di leggere oltre, prima, sotto e sopra le cose umane, dalla guerra al fumo, dal terrorismo alla depressione, dai farmaci ai sogni. Il libro è diviso in quattro capitoli, che sono: Professione psicoanalista, contenente istruzioni per un felice svolgimento dell’attività analitica da parte degli addetti ai lavori; Viaggi e incontri con Psiche, che riporta le impressioni dell’autore di ritorno dal Giappone e dagli USA, ma anche dalla Parigi del Père Lachaise, e le interviste a Umberto Galimberti e Luigi Zoja; Psiconferenze, conversazioni su varia attualità, in cui sono ritratte anche le prime eroine della psicoanalisi, nonché squisite scrittrici, Lou Andreas Salome e Anaïs Nin; Due Maestri della Psicoanalisi, un ricordo degli Amici Aldo Carotenuto e Luigi Aurigemma.

La psicoanalisi all’Opera

La psicoanalisi all'OperaAmedeo Caruso, Alpes, Roma, 2012

Questo nuovo libro di Amedeo Caruso ha un illustre precedente – come sostiene nella sua prefazione Giorgio Antonelli – illustre quanto poco noto in Italia: il pionieristico Die Bedeutung der Psychoanalyse für die Geisteswissenschaften di Otto Rank e Hanns Sachs, pubblicato nel 1913 e tradotto, in italiano, Psicanalisi e sue applicazioni.
In Psicoanalisi all’Opera la psicoanalisi regna, anzi è all’opera sulle arti. Viene applicata alla musica, da Puccini e Rossini al rock di Sting e degli Alan Parson Project. È adoperata per interpretare la letteratura sempre più profondamente per una lettura di Proust e Joyce alla luce di Freud e Jung. Viene utilizzata per capire meglio la pittura di Frida Kahlo e gli acquerelli di Henry Miller. Si intriga di teatro scovando regie che mettono in scena addirittura il Fondatore della Psicoanalisi, il grande Sigmund, e il Padre della Psicoanalisi Italiana, Cesare Musatti. Entra al cinema per curiosare professionalmente tra registi come Truffaut e Jane Campion, o rovistare nei simboli del Mago di Oz o indagare sul film che racconta la pazzia di Re Giorgio III. Il libro contiene anche quattro interviste speciali a personaggi illustri delle discipline in esame: Paul Bowles, Pier Augusto Breccia, Nanni Garella ed Henri Laborit.

Psicopatologia sul Quotidiano

Psicopatologie sul quotidianoAmedeo Caruso, Edizioni Il Bene Comune, Campobasso, 2011

Caruso è il confessore laico e moderno, compassionevole e indulgente: non fa prediche, ma ragionamenti, non dispensa penitenze ma speranze, non chiede contrizioni ma introspezioni. È un igienista mentale al quale la professionalità impone di non giudicare i suoi interlocutori, ma di assisterli e magari stimolarli anche con citazioni e riferimenti letterari e culturali (da Croce, Leopardi, Eco, Omero, Borges e Tolstoj fino a Clint Eastwood, Polanski Fassbinder e Verdone). Insomma Caruso non è un pastore d’anime, ma un postino dell’anima…

(dalla Prefazione di Giuseppe Tabasso)

Chi legge i commenti alle “lettere al dottore” contenute nel testo si avvedrà subito come Amedeo Caruso attinga, nelle risposte, da due livelli saldamente codificati, solo apparentemente lontani, per farli convergere in un unico tessuto argomentativo. Ecco allora rombare, qua e là, dalle trame dell’impianto dottrinale e dai modelli teorici di riferimento gli echi improvvisi di minuziose citazioni poetiche, narrative, filmiche. Con le quali Caruso spazia su più fronti implicando tutti gli spunti che le domande dei suoi corrispondenti gli suggeriscono per raccordarli felicemente in un originale e personalissimo unicum stilistico, niente affatto accademico e, anzi, al contrario, guarnito di raffinata leggerezza.

(dalla Postfazione di Gianni Spallone)

Caro papà – Il tempo della morte per le vite felici è molto breve

Caro PapàAmedeo Caruso, Napoli, Liguori, 2003

A differenza di memorie pittoresche, ghiotte e aneddotiche come quelle di Sybille Lacan o di Martin Freud, figli di notissimi padri, e non figli d’arte, questi ricordi di un padre normale, scritti da un figlio psicoanalista, sono speciali e meritano attenzione, per il rapporto che avvolge padre e figlio in una fascinosa lezione di vita e di amore, complice la psicoanalisi.

(dalla prefazione di Aldo Carotenuto)

Di che sogno sei?

Di che sogno sei?Amedeo Caruso, Napoli, Liguori, 1997

Uno psicologo curioso e un po’ intrigante incontra attori e antropologi, professori universitari e rockstars, registi e scrittori, pittori e musicisti (e psicoanalisti) per conoscere i loro sogni e le loro opinioni sull’invenzione di Freud, Jung & Co.

Estratto dal capitolo “Laura Morante. Attenzione alla Collega Sacra in sogno”

M: Sì, ma questo riguarda più loro che me, nel senso che io non li ho mai accompagnati dallo psicoanalista… (ride).

C: Sembra che lei abbia una vera passione per i film a impronta psicologica. Penso a Bianca e Sogni d’oro di Nanni Moretti, il secondo addirittura con Freud messo in burla nel suo rapporto mat~rno, o mentre scrive a Jung dettando la lettera alla figlia Anna!

M: Oh, certo, quello è un film “totalmente” psicologico!… Lo vede che io sono abbonata o abbinata o forse votata alla psicoanalisi! (sorride).

C: Qual è il rapporto tra il suo mondo interiore e la vita concreta?

M: Non ho la sensazione di riuscire a dare espressione al mio mondo interiore in modo soddisfacente… Forse se adesso potessi recitare Kleist…

C: È uno scrittore che dal punto di vista psicologico ha scavato e detto molto…

M: Dal punto di vista poetico ancora di più… (lieve sorriso soddisfatto).

C: Il lavoro alla scoperta dell’inconscio tenta di non dividere mai il mondo interiore da quello esteriore, il contenuto del sogno dalla vita diurna. Quale sarebbe oggi la richiesta di Laura Morante, attrice, ad uno psicoanalista?

M: Non lo so, non credo a un aiuto esterno, penso che potrebbe aiutarmi ad aiutarmi da sola…

C: Questo è in realtà il fine ultimo e il senso della psicoanalisi…

Viaggio nell’ipnosi, psicoterapia creativa

Viaggio nell'ipnosi, psicoterapia creativaAmedeo Caruso, Roma, Di Renzo Editore, 1994

Il nostro parere è che non si può curare con l’ipnosi, conoscere con l’ipnosi, lavorare con l’ipnosi, senza una sentita e vissuta esperienza psicoanalitica.

Chertok e la Stengers hanno ben focalizzato la questione, definendo la “querelle” inquietante” come la minaccia del ritorno verso un passato oscurantista, dal quale proprio la psicoanalisi ci ha liberato”. Dunque, ecco che l’ipnosi diventa per i due autori una ferita narcisistica del genere umano, la terza, dopo quelle inferte da Copernico e Darwin: dopo queste scoperte, l’uomo non è più al centro dell’universo, non è il re del creato, non è più padrone della vita psichica, così come ha genialmente intuito Freud.

“Ma forse gli psicoanalisti rifiutano la ferita narcisistica che la realtà ha inferto alle loro ambizioni. Meglio è tenere in vita una pratica che dà l’impressione a chi la applica di capire quel che fa, piuttosto che ammettere un ritorno all’incertezza”.

Roustang ha messo in evidenza come la neutralità dell’analista che si presume garantisca di non essere, al contrario clell’ipnotizzatore, parte in causa del rapporto che si stabilisce tra terapeuta e paziente, sia in realtà un’ipocrisia. L’influenza suggestiva dello psicoanalista è ancor più temibile, perche la si tace. Il rapporto che si instaura, egli ha scritto, è un rapporto di suggestione a lungo termine, nel quale l’analizzato può arrivare sino a un’identificazione divorante con il suo analista, può divenirne il doppio.

Ecco allora che si pone l’interrogativo scottante. Non è forse l’eccesso di potere che si arroga la psicoanalisi il vero nodo del problema, proprio nella misura in cui pretende di non entrare affatto nella relazione affettiva con il paziente, cosa che invece l’ipnosi non consente?

Da quando Ferenczi ha intuito che non c’è nulla di neutrale nella posizione dello psicoanalista, che il transfert è soprattutto una protezione dello psicoanalista, che gli consente di ignorare i propri sentimenti nascosti; dacche sempre Ferenczi ha chiesto ai suoi colleghi di ammettere che la tecnica delle associazioni libere creata da Freud è una tecnica ipnotica, non possiamo più ignorare la presenza di una trance coinvolgente i due protagonisti del lavoro analitico.

Ora il discorso sembra slittare non tanto sul problema ipnosi sì, ipnosi no, ma quanto sul valore che ristabilirebbe un legame ipnotico in analisi: l’empatia.

(Estratto)

Psicologia Analitica Contemporanea

Psicologia Analitica ContemporaneaCon questo testo l’orizzonte della psicologia analitica si squarcia per mostrare come dalle concezioni teoriche e cliniche di Jung siano sorte nuove linee di sviluppo. Si prospetta così la struttura di un edificio estremamente ricco e articolato che, pur muovendosi da solide e unitarie fondamenta, reca in sé i tratti distintivi di ogni analista.

Le 19 monografie conducono nell’universo pubblico e privato di altrettanti analisti, e ai loro allievi è stato affidato il compito di stenderle per evidenziare una dimensione nella quale pensiero e sentimento siano copresenti; ne scaturisce un insieme di riflessioni, atteggiamenti, emozioni e stili di vita che hanno un denominatore comune: l’incontro con Jung. Ma da qui, mediate dalla personalità di ognuno e dalla ricerca interiore individuale, si dipartono numerose strade che tracciano un itinerario sulla psiche. Le diverse monografie si interrelano e si completano, offrono molteplici punti di vista, trattano di momenti salienti della storia della psicologia analitica nel mondo, e il quadro che emerge appare leggibile secondo l’idea portante dell’opera di Jung: il processo di individuazione. Scorrendo le pagine del libro è proprio l’individualità, con il lungo percorso intrapreso per suo raggiungimento, che si pone come attivatore delle tante formulazioni teoriche e dei diversi modi di accostarsi alla dimensione inconscia.

Corpo, riflessione, immagine

Corpo Riflessione Immagine

Un percorso che spazia dalla pelle a Dio, a partire dalla clinica attraversando il sociale per arrivare alla morte, inglobando nell’esplorazione altri mondi: cinema, fotografia, teatro e persino il concretissimo territorio del diritto. Nel lavoro corale sono messe a confronto l’esperienza e le idee di diversi operatori nel campo della psiche, della comunicazione e dell’arte per indagare quali possibilità configurino corpo riflessione e immagine nel loro vario intrecciarsi. Il tema è affrontato da diverse prospettive perché il lettore possa poi dotarsi di proprie lenti d’osservazione.

La relazione che cura

La relazione che curaSezione I – La relazione che cura e la Salute Mentale Capitolo 1 – La relazione interpersonale Il transito dialettico fra psichiatra e psicoterapie (Bruno Callieri) Capitolo 2 – La relazione come fattore curativo in Freud (Paolo Migone) Capitolo 3 – Relazione Medico-Paziente (Luigi Arru) Capitolo 4 – Lo psicologo nel DSM: relazioni terapeutiche nei contesti (Marco Sparvoli) Capitolo 5 – La relazione terapeutica psichiatra-paziente (Massimo di Giannantonio, Francesca Cavallo) Capitolo 6 – Relazione d’integrazione medico-psicologo (Roberto Ferretti) Capitolo 7 – La relazione terapeutica e somministrazione di test (Agnese Giudici) Capitolo 8 – La relazione terapeutica nella riabilitazione psicosociale (Ferdinando De Marco) Capitolo 9 – La relazione nella supervisione clinica (Stefania Borgo, Piero Petrini) Capitolo 10 – Le emozioni che curano. Dalle emozioni al narcisismo: approccio psicofisiologico (Vezio Ruggieri) Capitolo 11 – La relazione nella psicologia d’urgenza (Nila Kapor Stanulovic) Capitolo 12 – Urgenze territoriali (Maria Teresa Daniele) Capitolo 13 – L’infanzia e l’adolescenza in terapia familiare (Marisa Malagoli Togliatti, Silvia Mazzoni, Anna Lubrano Lavadera) Capitolo 14 – La relazione terapeutica nell’adolescenza (Mirella Baldassarre) Capitolo 15 – La relazione terapeutica con gli anziani (Gian Luca Greggio) Capitolo 16 – La relazione terapeutica con il paziente psicotico all’esordio (Raffaele Popolo, Andrea Balbi, Giancarlo Vinci) Capitolo 17 – La relazione terapeutica con il paziente borderline (Piero Petrini, Nicoletta Visconti) Capitolo 18 – Il disturbo ossessivo-compulsivo: modello e trattamento in una prospettiva cognitivo comportamentale (Francesco Mancini, Claudia Perdighe) Capitolo 19 – La relazione terapeutica con il paziente oncologico (Gabriella Marasso) Capitolo 20 – La relazione terapeutica nel paziente psicosomatico (Fausto Agresta) Capitolo 21 – La relazione terapeutica nelle tossicodipenze secondo un approccio psicodinamico (Rosaria Sara Russo, Francesco D’Ambrosio) Capitolo 22 – Relazioni terapeutiche e web (Tonino Cantelmi, Simonetta Putti) Sezione II – La relazione che cura e la psicoterapia Capitolo 23 – La relazione terapeutica in psicoanalisi (Luigi Janiri) Capitolo 24 – Relazione terapeutica e psicoterapia psicoanalitica (Mirella Baldassarre, Piero Petrini) Capitolo 25 – Il contributo della psicologia analitica alla comprensione della relazione psicoterapeutica (Daniele La Barbera) Capitolo 26 – Le re-l-azioni che curano nella e della gruppoanalisi (Leonardo Ancona, Carmela Barbaro, Felicia Tafuri) Capitolo 27 – Il gruppo Balint: formazione, supervisione o (Leonardo Ancona, Carmela Barbaro, Luigi Cecchin, Piero Petrini) Capitolo 28 – Gruppo allargato analitico (Leonardo Ancona,Carmela Barbaro, Alessandra Pancrazi) Capitolo 29 – La qualità della relazione è la cura: il processo del cambiamento nella Psicoterapia Centrata sul Cliente (Alberto Zucconi, Giuseppe Dattola) Capitolo 30 – L’analisi transazionale socio-cognitiva (Pio Scilligo) Capitolo 31 – La relazione terapeutica nelle terapie cognitivo-comportamentali (Francesco Mancini, Angelo Maria Saliani) Capitolo 32 – La relazione terapeutica post-razionalista (Mario Antonio Reda, Maria Francesca Pilleri, Luca Canestri) Capitolo 33 – Il ruolo della relazione terapeutica nella psicoterapia cognitivo-comportamentale integrata (Antonio Attianese, Vincenzo Poerio) Capitolo 34 – La relazione terapeutica secondo l’approccio analitico-reichiano (Genovino Ferri, Luisa Barbato, Giuseppe Cimini) Capitolo 35 – Relazione terapeutica in self-analisi bioenergetica (Ezio Zucconi Mazzini, Gilberta Alpa) Capitolo 36 – La Relazione Terapeutica: l’approccio Sistemico Relazionale (Rodolfo de Bernart) Capitolo 37 – La terapia di coppia in una prospettiva intergenerazionale (Maurizio Andolfi) Capitolo 38 – L’ottica della complessità Sviluppi e prospettive dell’orientamento sistemico (Luigi Onnis) Capitolo 39 – La relazione terapeutica nell’ipnosi ericksoniana (Camillo Loriedo, Camillo Valerio) Capitolo 40 – La relazione terapeutica nell’approccio strategico (Filippo Petruccelli,Valeria Verrastro) Capitolo 41 – La relazione terapeutica nell’approccio gestaltico (Margherita Spagnuolo Lobb) Sezione III – Glossario