Il primo libro-vaccino anti COVID

Procuratevi subito Psicovid20, il primo libro-vaccino anti COVID!

Psicovid20, il rimedio di cui non vi parleranno mai la veterinaria Ilaria Capua né Fauci, il consulente in bilico tra Biden e Trump, e lo ignorerà Patrick Vallance, il consigliere “greggista” di Boris Johnson, peggio per loro!

Ecco un numero che più speciale e straordinario non si può. Chi poteva immaginare a gennaio 2020 che la Terra sarebbe piombata in un pandemonio pandemico?
Tutti i progetti, le previsioni e le speranze relative alla nostra vita e al nostro lavoro hanno subito un arresto forzato e tante cose sono cambiate.
Quelle che proponiamo in questa rivista sono le riflessioni di noi tutti del Centro Studi unite alle testimonianze di uno scelto gruppo di medici amici che hanno vissuto in prima persona l’emergenza.

Il Corriere dalla Sera, Repubblica, l’Espresso, il Tempo, il Messaggero, il Foglio o Libero ancora non vi consigliano la lettura di Psicovid, ma state certi che lo faranno presto!
Lilli Gruber, Maurizio Mannoni, Giletti, la D’Urso, Mario Giordano, Alessandro Sallusti, Vittorio Feltri e il filosofo Massimo Cacciari non lo hanno ancora segnalato, ma se ne pentiranno!

Psicovid20,
forse non comparirà nella rubrica televisiva Billy il piacere di leggere e neppure su Quante storie di Augias e tantomeno su ACHAB del Tg2, ma ingoieranno il boccone amaro di non averlo preso in considerazione!
Psicovid20
sicuramente non sarà recensito dall’inserto domenicale del Sole 24 Ore, forse solo Gianfranco Ravasi potrebbe apprezzarlo, vediamo se lo farà.
Confidiamo infine che ne parlino al più presto il dolce e affidabile prof. Massimo Galli, e il giusto Andrea Scanzi.

Psicovid20 forse piacerà a Paolo Conte, Paola Cortellesi, Giuseppe Conte, Samantha Cristoforetti, Francesco Guccini, Monica Bellucci, Sergio Mattarella, George Clooney, Kathryn Bigelow e la lista non finirebbe più…

Questi gli autori della rivista:

Amedeo Caruso, psicofuturista
Giorgio Mosconi, psicoterapeuta
Roberto Cantatrione, economista
Maria Teresa Cutrone, docente di musica
Vincenzo Leccese, specializzando in geriatria
Roberto Oliveri del Castillo, magistrato
Les White, psicoterapeuta di Chicago
Maria Antonietta Cannavina, medico di famiglia
Lorenzo Capaldi, internista
Ida Caruso, farmacista
Fabrizio Giannandrea, medico del lavoro
Antonella Raimondo, psichiatra
Gennaro Restaino, radiologo
Donato Santopuoli, infettivologo
Gabriele Sganga, chirurgo
Sergio Torrente, anestesista rianimatore

Per richiedere Psicovid20 scrivici a info@psicheartesocieta.it.

Un libro per non isolarsi e restare svegli

Disponibile in libreria e ordinabile online da subito il risultato dell’Indagine su un burattinaio (Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, Ottobre 2020), di Roberto Oliveri del Castillo di cui offriamo in lettura, con il consenso dell’autore, la psico-prefazione di Amedeo Caruso e l’integrale postfazione di Domenico Gallo, noto giurisperito e valoroso politico. Il manoscritto del giudice, questo il sottotitolo del libro, racconta una storia intricata e intrigante che potrebbe accadere o può essersi svolta dovunque. Leggete i commenti di apertura e chiusura del libro e vi verrà una gran voglia di conoscere tutto quello che è nel mezzo, come la virtù. Secondo l’intuizione di Jung potremmo anche dire che quest’opera “diventa” ciò che accade nel mezzo. Buona lettura e buona salute a tutti. Continua a leggere…

L’insostenibile leggerezza dell’essere… anziani

In questi giorni stiamo pian piano emergendo da una situazione difficile, che ha coinvolto tutti nell’isolamento e che ha avuto particolari ripercussioni sui soggetti anziani, che soffrono spesso di solitudine già in condizioni di normalità. In alcuni casi, come mi capita di sentire con piacere in ambulatorio geriatrico, l’isolamento è stato anche occasione di riavvicinamento da parte dei figli nei confronti di genitori particolarmente bisognosi di cure. Quel che è certo è che la pandemia che stiamo auspicabilmente sorpassando ha riportato in qualche modo in primo piano l’età senile, con le sue fragilità ma anche con certi punti di forza. Una patologia contagiosa che ha minacciato di sottrarci tanti dei nostri anziani ne ha rimesso in giusta luce l’importanza affettiva ma anche il ruolo sociale; ha aiutato a mettere da parte l’idea erronea che l’anziano sia soltanto un peso ed a metterne in risalto le potenzialità. Continua a leggere…

Il nostro pane quotidiano, ovvero “Siamo tutti fornai!”

Quante volte, leggendo una delle tante “ricette della nonna”, abbiamo immaginato un mondo antico e felice, incastonato in un tempo indefinito, con tavole imbandite di dolci e biscotti fragranti. Abbiamo immaginato nonne e zie affaccendate a occupare le loro postazioni in cucina, e i bambini attendere impazienti l’arrivo delle deliziose pietanze. Abbiamo sempre sognato di ricostruire un pezzetto di quel mondo idilliaco e rivivere nella nostra quotidianità l’atmosfera gioiosa che certi spot televisivi ci propinano ogni giorno.

I pubblicitari sanno bene che far leva su gesti ancestrali e su immagini che rievocano un passato in cui semplicità faceva rima con bontà, dà conforto e stimola gli ormoni della felicità. Continua a leggere…

A proposito di certezze

di Roberto Cantatrione

Conoscere per deliberare. Questo sosteneva nelle sue famose “Prediche Inutili” (pubblicate in dispense dal 1955 al 1959) Luigi Einaudi, il grande economista piemontese, nonché secondo Presidente della Repubblica.  Questo è il punto. Conoscere.  Ma come si fa ad avere informazioni attendibili che ci portino alla giusta “conoscenza “?  Suggerirei di andare a leggere   o rileggere gli interventi contenuti nel numero 11 della rivista del nostro Centro Studi Psiche Arte e Società dedicata al tema “Le verità che cambiano”. Dalla sua lettura, in sintesi, si desume che la verità (che è come dire la conoscenza) è relativa, circoscritta al momento in cui la si enuncia e, soprattutto nella scienza, valida pro tempore. Continua a leggere…

La paura e il villaggio globale

Di Giorgio Mosconi

Se ci guardiamo indietro nel tempo possiamo osservare che da quando l’homo sapiens ha avuto paura è incominciato il progresso.

Oggi viviamo in un mondo spaventato, Ionesco e Woody Allen l’avevano riassunto con un commento spiritoso: Dio è morto, Marx è morto e anch’io non mi sento tanto bene.  Forse come si domandava Marc Augé[1]: Non sarà che, oggi, la paura della vita abbia rimpiazzato la paura della morte?

In un’epoca di diffusione incontrollata e velocizzata di immagini e notizie l’angoscia serpeggia nelle nostre menti, siamo passati dal terrore dei kamikaze a quello del virus.  Aprendo un giornale o internet ci si espone subito al contagio delle notizie che di solito sono poco rassicuranti: la crisi economica, quella climatica, il nucleare, la paura di nuove malattie, di qualche asteroide.  Tutte paure ipotetiche anche se realistiche, ma ora è arrivata la “Peste”. Continua a leggere…

In odore di Giudizio universale: pandemia, cinema e profezia

Quella che sto per raccontarvi è la trama di un film che probabilmente i cinefili, specie gli appassionati del neorealismo italiano, e gli estimatori di Vittorio De Sica conosceranno. Si tratta infatti del suo film Il Giudizio Universale del 1961. La storia è semplicemente geniale ed è frutto della collaborazione alla sceneggiatura con un maestro della scrittura del cinema neorealista, Cesare Zavattini. Trovandoci in un momento molto difficile e pericoloso per tutti, non posso rischiare che qualcuno non trovi il film o non lo abbia visto, quindi sarò necessariamente un po’ dispettoso e ve lo racconto a grandi linee, prima che la fine del mondo sia rimandata – speriamo – ad altra data. Chi lo ha visto è più fortunato, perché dovrà soltanto ricordarselo, chi non lo conosce mi auguro che riesca a trovarlo e goderselo nonostante, o per merito delle mie anticipazioni. Continua a leggere…

Canta che ti passa…

di Maria Teresa Cutrone

Quali sono le strategie che abbiamo escogitato per reagire alla pandemia e alla reclusione forzata? Ognuno ha trovato la sua strada: dedicarsi a buone letture, vedere film mai visti, preparare leccornie in cucina, mettere in ordine armadi e cassetti, ascoltare musica, suonare o cantare.

Preparare leccornie e dedicarmi alla musica sono le mie attività preferite, e sono quelle che hanno avuto più successo, in una sorta di contagio collettivo, un tam-tam che si trasmette attraverso i social media.

Il canto, questa forma d’espressione musicale primigenia che la razza umana ha scoperto da tempi immemorabili, ben prima che l’uomo imparasse ad articolare un linguaggio, serviva ad imitare i suoni della Natura e confondersi con essa, ad allontanare gli spiriti maligni, a celebrare le divinità, ad accompagnare danze di corteggiamento. Questa espressione meravigliosa di creatività, emozioni e sentimenti, esercita un potere taumaturgico sulla psiche dell’uomo. Continua a leggere…

Lettera da Chicago – Dov’è Cassandra?

Dal vostro corrispondente negli Stati Uniti, Les White

Il sette marzo, qui a Chicago, sono andato alla festa di compleanno di un’amica della mia insegnante di italiano. Lei spesso coinvolge i suoi studenti nelle sue iniziative, così ho incontrato tanti suoi amici e studenti e sono diventato amico perfino dei suoi figli e nipoti. Quando siamo venuti in Italia, noi studenti, siamo andati a trovare i suoi parenti e i suoi amici.

Dunque a questa festa che ha avuto luogo il giorno prima che il Governo italiano chiudesse la Lombardia per limitare la diffusione del coronavirus, nessun partecipante pensava che il virus potesse colpire anche noi! Sì, il virus rappresentava un grande problema solo per la Cina e adesso coinvolgeva l’Italia (e i Paesi che fanno business con loro), ma niente di simile sarebbe potuto succedere qui negli Stati Uniti. Continua a leggere…

Alla ricerca della semplicità perduta

Il coronavirus ci sta costringendo ad un isolamento domestico che risulta pesante, turba i nostri piani, impedisce il normale svolgimento delle nostre vite. A farne le spese sono soprattutto gli anziani, che già in condizioni normali vivono una realtà di isolamento, che al momento però risulta ulteriormente accentuata. L’essere costretti a casa ci toglie molto ma, forse, ci dà anche la possibilità di ripensare alla nostra società e di reimparare, come invita a fare lo storico contemporaneo Franco Cardini, a coniugare il pronome “noi” anziché declinare sempre e soltanto il pronome “io”, a riscoprire il valore ed il ruolo del soggetto anziano, che non è più soggetto economico e dunque non è – come sostiene lo psichiatra Vittorino Andreoli – homo faber. Continua a leggere…