Pazzi per il Cinema – MediCineTerapie

Pazzi per il cinema - MediCineTerapieAmedeo Caruso, Alpes, Roma, 2013

Le MediCineTerapie di questo libro sono prescritte da uno psicoanalista che ha finora trascorso, con successo e passione, migliaia di ore con i suoi Pazienti e altrettanto tempo piacevole e proficuo nelle sale cinematografiche.

I Lettori-Spettatori scopriranno all’istante pagine cinefile balsamiche per la cura delle sofferenze dell’anima. Sotto forma di chiacchierate amichevoli sul cinema, saranno somministrate, senza effetti collaterali, compresse effervescenti incoraggianti. Le diverse conversazioni simpatiche e leggère, a proposito di diversi film, si potranno adoperare anche come pillole digestive contro i bocconi amari dell’esistenza. Addirittura una sola pellicola potrebbe diventare la pastiglia orosolubile necessaria a stimolare l’appetito per la vita. L’opera di uno o più registi riuscirà ad essere assorbita come una capsula preventiva contro l’umore nero. Una insolita terapia di parole su pellicole, più o meno famose, a volte sconosciute, che si trasformano in gocce miracolose, capaci di far identificare e capire il doppio che è in noi. Iniezioni filmiche che hanno lo scopo di conciliarci con il mondo e di comprendere sempre più i nostri lati oscuri e le ragioni degli altri. Ce n’è per tutti i gusti e per le diverse necessità. Dal benefico e ottimistico coniglio Harvey, al labirinto di specchi che riflettono conflitti etici e bellici, riflessi sui fotogrammi di Million dollar baby di Clint Eastwood e del dottor Stranamore di Kubrick. Dai raffinati Racconti del cuscino di Peter Greenaway ai baci transferali di Ingrid Bergman. Dalla fantascienza di Blade Runner all’amor fou de L’Aquila a due teste di Cocteau. Dal Papa del gran rifiuto al Papa di Nanni Moretti, fino al Giullare di Dio di Rossellini, caro a Papa Francesco. Amore e Morte tra Haneke e Resnais, La gioia de La vita è meravigliosa e la follia de La donna dai tre volti. Le Trasgressioni di Baciami stupido! di Billy Wilder e le Digressioni sulla Via Lattea di Bunuel, i Tradimenti consumati in Non desiderare la donna d’altri di Susanne Bier, L’Amicizia nei film di Wenders e l’Invidia incarnata da Bette Davis, la Filosofia di Socrate nel Il Banchetto di Marco Ferreri, il Terrorismo nelle Mani Forti di Bernini. Inoltre, Registi-attori che interpretano Psicoanalisti e Psicoanalisti che vogliono fare i Registi. Lupi e Agnelli messi a confronto da Robert Redford, Divinità, Angeli e Demoni, Vecchi Maestri, Cattivi Maestri, Veri Maestri. La Signora in Nero al lavoro e la Rinascita che l’annienta. Brevi inviti alla lettura di libri su cinema e psiche. La rilettura del romanzo The Moviegoer di Walker Percy, da cui nessuno ha osato trarre un film ma che convincerà tutti a non vivere un istante senza meraviglia. Una straordinaria serata con Arthur Penn. Uno psicodiario “a caldo” della 69ma Mostra del Cinema di Venezia. La crisi globale. Il femminicidio. E ancora, una visita Nella casa di Ozon e Nel paese dei sordi di Nicolas Philibert, che sa la differenza – e ci fa un bel film – tra Essere e avere.

Mille e una visione con il buio in sala, alla luce della psicoanalisi.

Psiche istruzioni per l’uso

Psiche. Istruzioni per l'usoAmedeo Caruso, Lithos, Roma, 2012

Questo agile manuale ha una semplice pretesa: quella di certificare al meglio le enormi e attualissime possibilità terapeutiche e culturali della psicoanalisi. La compagnia di Psiche diventa, per tutti i Ricercatori dell’Inconscio e dell’Anima, un vero Genio della Lampada di Aladino, che consente di leggere oltre, prima, sotto e sopra le cose umane, dalla guerra al fumo, dal terrorismo alla depressione, dai farmaci ai sogni. Il libro è diviso in quattro capitoli, che sono: Professione psicoanalista, contenente istruzioni per un felice svolgimento dell’attività analitica da parte degli addetti ai lavori; Viaggi e incontri con Psiche, che riporta le impressioni dell’autore di ritorno dal Giappone e dagli USA, ma anche dalla Parigi del Père Lachaise, e le interviste a Umberto Galimberti e Luigi Zoja; Psiconferenze, conversazioni su varia attualità, in cui sono ritratte anche le prime eroine della psicoanalisi, nonché squisite scrittrici, Lou Andreas Salome e Anaïs Nin; Due Maestri della Psicoanalisi, un ricordo degli Amici Aldo Carotenuto e Luigi Aurigemma.

La psicoanalisi all’Opera

La psicoanalisi all'OperaAmedeo Caruso, Alpes, Roma, 2012

Questo nuovo libro di Amedeo Caruso ha un illustre precedente – come sostiene nella sua prefazione Giorgio Antonelli – illustre quanto poco noto in Italia: il pionieristico Die Bedeutung der Psychoanalyse für die Geisteswissenschaften di Otto Rank e Hanns Sachs, pubblicato nel 1913 e tradotto, in italiano, Psicanalisi e sue applicazioni.
In Psicoanalisi all’Opera la psicoanalisi regna, anzi è all’opera sulle arti. Viene applicata alla musica, da Puccini e Rossini al rock di Sting e degli Alan Parson Project. È adoperata per interpretare la letteratura sempre più profondamente per una lettura di Proust e Joyce alla luce di Freud e Jung. Viene utilizzata per capire meglio la pittura di Frida Kahlo e gli acquerelli di Henry Miller. Si intriga di teatro scovando regie che mettono in scena addirittura il Fondatore della Psicoanalisi, il grande Sigmund, e il Padre della Psicoanalisi Italiana, Cesare Musatti. Entra al cinema per curiosare professionalmente tra registi come Truffaut e Jane Campion, o rovistare nei simboli del Mago di Oz o indagare sul film che racconta la pazzia di Re Giorgio III. Il libro contiene anche quattro interviste speciali a personaggi illustri delle discipline in esame: Paul Bowles, Pier Augusto Breccia, Nanni Garella ed Henri Laborit.

Psicopatologia sul Quotidiano

Psicopatologie sul quotidianoAmedeo Caruso, Edizioni Il Bene Comune, Campobasso, 2011

Caruso è il confessore laico e moderno, compassionevole e indulgente: non fa prediche, ma ragionamenti, non dispensa penitenze ma speranze, non chiede contrizioni ma introspezioni. È un igienista mentale al quale la professionalità impone di non giudicare i suoi interlocutori, ma di assisterli e magari stimolarli anche con citazioni e riferimenti letterari e culturali (da Croce, Leopardi, Eco, Omero, Borges e Tolstoj fino a Clint Eastwood, Polanski Fassbinder e Verdone). Insomma Caruso non è un pastore d’anime, ma un postino dell’anima…

(dalla Prefazione di Giuseppe Tabasso)

Chi legge i commenti alle “lettere al dottore” contenute nel testo si avvedrà subito come Amedeo Caruso attinga, nelle risposte, da due livelli saldamente codificati, solo apparentemente lontani, per farli convergere in un unico tessuto argomentativo. Ecco allora rombare, qua e là, dalle trame dell’impianto dottrinale e dai modelli teorici di riferimento gli echi improvvisi di minuziose citazioni poetiche, narrative, filmiche. Con le quali Caruso spazia su più fronti implicando tutti gli spunti che le domande dei suoi corrispondenti gli suggeriscono per raccordarli felicemente in un originale e personalissimo unicum stilistico, niente affatto accademico e, anzi, al contrario, guarnito di raffinata leggerezza.

(dalla Postfazione di Gianni Spallone)

Caro papà – Il tempo della morte per le vite felici è molto breve

Caro PapàAmedeo Caruso, Napoli, Liguori, 2003

A differenza di memorie pittoresche, ghiotte e aneddotiche come quelle di Sybille Lacan o di Martin Freud, figli di notissimi padri, e non figli d’arte, questi ricordi di un padre normale, scritti da un figlio psicoanalista, sono speciali e meritano attenzione, per il rapporto che avvolge padre e figlio in una fascinosa lezione di vita e di amore, complice la psicoanalisi.

(dalla prefazione di Aldo Carotenuto)

Di che sogno sei?

Di che sogno sei?Amedeo Caruso, Napoli, Liguori, 1997

Uno psicologo curioso e un po’ intrigante incontra attori e antropologi, professori universitari e rockstars, registi e scrittori, pittori e musicisti (e psicoanalisti) per conoscere i loro sogni e le loro opinioni sull’invenzione di Freud, Jung & Co.

Estratto dal capitolo “Laura Morante. Attenzione alla Collega Sacra in sogno”

M: Sì, ma questo riguarda più loro che me, nel senso che io non li ho mai accompagnati dallo psicoanalista… (ride).

C: Sembra che lei abbia una vera passione per i film a impronta psicologica. Penso a Bianca e Sogni d’oro di Nanni Moretti, il secondo addirittura con Freud messo in burla nel suo rapporto mat~rno, o mentre scrive a Jung dettando la lettera alla figlia Anna!

M: Oh, certo, quello è un film “totalmente” psicologico!… Lo vede che io sono abbonata o abbinata o forse votata alla psicoanalisi! (sorride).

C: Qual è il rapporto tra il suo mondo interiore e la vita concreta?

M: Non ho la sensazione di riuscire a dare espressione al mio mondo interiore in modo soddisfacente… Forse se adesso potessi recitare Kleist…

C: È uno scrittore che dal punto di vista psicologico ha scavato e detto molto…

M: Dal punto di vista poetico ancora di più… (lieve sorriso soddisfatto).

C: Il lavoro alla scoperta dell’inconscio tenta di non dividere mai il mondo interiore da quello esteriore, il contenuto del sogno dalla vita diurna. Quale sarebbe oggi la richiesta di Laura Morante, attrice, ad uno psicoanalista?

M: Non lo so, non credo a un aiuto esterno, penso che potrebbe aiutarmi ad aiutarmi da sola…

C: Questo è in realtà il fine ultimo e il senso della psicoanalisi…

Viaggio nell’ipnosi, psicoterapia creativa

Viaggio nell'ipnosi, psicoterapia creativaAmedeo Caruso, Roma, Di Renzo Editore, 1994

Il nostro parere è che non si può curare con l’ipnosi, conoscere con l’ipnosi, lavorare con l’ipnosi, senza una sentita e vissuta esperienza psicoanalitica.

Chertok e la Stengers hanno ben focalizzato la questione, definendo la “querelle” inquietante” come la minaccia del ritorno verso un passato oscurantista, dal quale proprio la psicoanalisi ci ha liberato”. Dunque, ecco che l’ipnosi diventa per i due autori una ferita narcisistica del genere umano, la terza, dopo quelle inferte da Copernico e Darwin: dopo queste scoperte, l’uomo non è più al centro dell’universo, non è il re del creato, non è più padrone della vita psichica, così come ha genialmente intuito Freud.

“Ma forse gli psicoanalisti rifiutano la ferita narcisistica che la realtà ha inferto alle loro ambizioni. Meglio è tenere in vita una pratica che dà l’impressione a chi la applica di capire quel che fa, piuttosto che ammettere un ritorno all’incertezza”.

Roustang ha messo in evidenza come la neutralità dell’analista che si presume garantisca di non essere, al contrario clell’ipnotizzatore, parte in causa del rapporto che si stabilisce tra terapeuta e paziente, sia in realtà un’ipocrisia. L’influenza suggestiva dello psicoanalista è ancor più temibile, perche la si tace. Il rapporto che si instaura, egli ha scritto, è un rapporto di suggestione a lungo termine, nel quale l’analizzato può arrivare sino a un’identificazione divorante con il suo analista, può divenirne il doppio.

Ecco allora che si pone l’interrogativo scottante. Non è forse l’eccesso di potere che si arroga la psicoanalisi il vero nodo del problema, proprio nella misura in cui pretende di non entrare affatto nella relazione affettiva con il paziente, cosa che invece l’ipnosi non consente?

Da quando Ferenczi ha intuito che non c’è nulla di neutrale nella posizione dello psicoanalista, che il transfert è soprattutto una protezione dello psicoanalista, che gli consente di ignorare i propri sentimenti nascosti; dacche sempre Ferenczi ha chiesto ai suoi colleghi di ammettere che la tecnica delle associazioni libere creata da Freud è una tecnica ipnotica, non possiamo più ignorare la presenza di una trance coinvolgente i due protagonisti del lavoro analitico.

Ora il discorso sembra slittare non tanto sul problema ipnosi sì, ipnosi no, ma quanto sul valore che ristabilirebbe un legame ipnotico in analisi: l’empatia.

(Estratto)

Una donna compiuta, immersa nella vita anima e corpo. Un colloquio con Silvia Rosselli

A cura di Amedeo Caruso

Il contributo di Silvia Rosselli a questo libro consisterà in un’intervista che il dio Mercurio, attraverso la sua speciale intermediaria – e sua personificazione terrestre – Simonetta Putti, ha delegato, bontà sua, al sottoscritto.

Ricevuto l’incarico, mi sono documentato su di lei, leggendo un po’ di materiale pubblicato (psicoanalitico e non), e sono pronto ad incontrarla, nonostante covi il dispiacere di non essere stato in grado di reperire un libro – non scritto da lei, ma che la riguarda fortemente – che è ormai introvabile, L’intruso, il cui autore Brett Shapiro è stato il compagno del figlio di Silvia, Giovanni Forti. Giovanni è morto a soli 38 anni per aver contratto il virus dell’AIDS, e lo scrittore Shapiro gli ha dedicato questo libro intenso e straordinario, contenente anche una scelta di lettere di Giovanni, con una incisiva prefazione di Rossana Rossanda. Il giorno precedente la nostra chiacchierata, prima di recarmi all’opera per Il Ratto dal Serraglio di Mozart, mi fermo alle bancarelle adiacenti la stazione Termini, che sono lì dalla prima volta che vidi Roma, anche se ora sono indiani e cingalesi i maggiori referenti, e non si sentono più le vocione dei romani bancarellari che si indignano sui prezzi che i clienti vogliono strappare. Non ho molto tempo, giusto una decina di minuti per sbirciare alla più vicina se c’è qualche volume interessante, ed ecco che dopo neanche due minuti scopro il libro di Shapiro, come se mi fosse venuto incontro lui, quando ero ormai rassegnato a parlarne con Silvia senza averlo letto. Continua a leggere…

Psicologia Analitica Contemporanea

Psicologia Analitica ContemporaneaCon questo testo l’orizzonte della psicologia analitica si squarcia per mostrare come dalle concezioni teoriche e cliniche di Jung siano sorte nuove linee di sviluppo. Si prospetta così la struttura di un edificio estremamente ricco e articolato che, pur muovendosi da solide e unitarie fondamenta, reca in sé i tratti distintivi di ogni analista.

Le 19 monografie conducono nell’universo pubblico e privato di altrettanti analisti, e ai loro allievi è stato affidato il compito di stenderle per evidenziare una dimensione nella quale pensiero e sentimento siano copresenti; ne scaturisce un insieme di riflessioni, atteggiamenti, emozioni e stili di vita che hanno un denominatore comune: l’incontro con Jung. Ma da qui, mediate dalla personalità di ognuno e dalla ricerca interiore individuale, si dipartono numerose strade che tracciano un itinerario sulla psiche. Le diverse monografie si interrelano e si completano, offrono molteplici punti di vista, trattano di momenti salienti della storia della psicologia analitica nel mondo, e il quadro che emerge appare leggibile secondo l’idea portante dell’opera di Jung: il processo di individuazione. Scorrendo le pagine del libro è proprio l’individualità, con il lungo percorso intrapreso per suo raggiungimento, che si pone come attivatore delle tante formulazioni teoriche e dei diversi modi di accostarsi alla dimensione inconscia.

Corpo, riflessione, immagine

Corpo Riflessione Immagine

Un percorso che spazia dalla pelle a Dio, a partire dalla clinica attraversando il sociale per arrivare alla morte, inglobando nell’esplorazione altri mondi: cinema, fotografia, teatro e persino il concretissimo territorio del diritto. Nel lavoro corale sono messe a confronto l’esperienza e le idee di diversi operatori nel campo della psiche, della comunicazione e dell’arte per indagare quali possibilità configurino corpo riflessione e immagine nel loro vario intrecciarsi. Il tema è affrontato da diverse prospettive perché il lettore possa poi dotarsi di proprie lenti d’osservazione.